• Come funziona la dichiarazione dei redditi in Australia Justudy Australia

La dichiarazione dei redditi in Australia

 

L’anno fiscale 2017-2018 è ormai volto al termine ed è dunque tempo di organizzarsi per la dichiarazione dei redditi. Ecco un quadro riassuntivo a cui fare riferimento per capire meglio come funziona, a prescindere che vogliate compilarla da soli,  farvi aiutare da un tax return agent o, qualora ne abbiate i requisiti, usufruire del servizio ‘Tax Help’.

L’anno fiscale in Australia va dal 1o luglio al 30 giugno e la dichiarazione dei redditi va presentata tra il 1o luglio e il 31 ottobre successivi alla fine dell’anno fiscale. Se decidete di affidarvi ad un tax return agent, potreste invece presentarla anche dopo il 31 ottobre, a patto che il vostro tax agent sia abilitato ad espletare la pratica oltre alla scadenza standard.

Se il vostro reddito per l’anno 2017-2018 è di circa $60,000 o inferiore a tale cifra e se rispettate altri requisiti, potreste usufruire del servizio gratuito ‘Tax Help’, un programma di volontari formati dall’ATO per darvi una mano con la compilazione della vostra dichiarazione. Cliccate su questo link per scoprire i requisiti per avere accesso al servizio ‘Tax Help’.

Il modo più semplice e veloce per compilare la vostra dichiarazione è quello di utilizzare MyTax, un software online disponibile sul sito dell’Australian Taxation Office (ATO). Possono utilizzare MyTax solo le persone fisiche e gli imprenditori individuali. In alternativa, potete compilare e spedire all’ATO il modulo cartaceo. Le dichiarazioni presentate online hanno la prorità e vengono processate in circa 12 giorni. Ciò significa che nel giro di due settimane potreste vedervi accreditati sul conto le tasse che avete pagato in più di quelle dovute in base alla vostra fascia di reddito. Se invece ne avete pagate meno, ovviamente dovrete versare la differenza. Per la dichiarazione cartacea i tempi sono un pochino più lunghi e potrebbero volerci fino a 50 giorni.

Per poter utilizzare MyTax è necessario creare un account, chiamato MyGov. Se è la prima volta che presentate la vostra dichiarazione dei redditi, dovrete contattare il numero 13 28 61 al fine di ottenere un codice identificativo chiamato ‘linking code’ necessario per collegare i servizi dell’ATO alla pagina ‘Services’ del vostro account MyGov.

Al momento della compilazione dovrete avere con voi un documento chiamato Payment Summary. Ogni datore di lavoro per il quale avete lavorato dovrà fornirvi questo documento nel quale è indicato il reddito lordo percepito, le tasse trattenute e il vostro Tax File Number (l’equivalente del Codice Fiscale italiano, che avrete richiesto prima di iniziare a lavorare). Inoltre, vi serviranno le ricevute delle spese relative al lavoro o i lavori svolti, ad esempio le spese sostenute per acquistare una divisa da lavoro o le spese di trasporto per spostarsi da un posto di lavoro ad un altro.

Non avete bisogno di essere residenti permanenti o cittadini australiani per essere considerati residenti ai fini fiscali. Viene infatti considerato residente ai fini fiscali chi è emigrato in Australia con l’intenzione di stabilirvisi permanentemente, chi lascia l’Australia temporaneamente senza trasferirsi in pianta stabile in un’altra nazione, chi ha vissuto per più di sei mesi nello stesso luogo del territorio australiano e chi è iscritto ad un corso della durata superiore ai sei mesi. Viene invece considerato non residente ai fini fiscali chi viaggia per l’Australia per meno di 6 mesi, o chi, pur rimanendoci più a lungo, si sposta e lavora in luoghi diversi per la maggior parte del tempo, o chi lascia l’Australia permanentemente.

Se non siete sicuri della categoria in cui rientrate (residenti o non residenti ai fini fiscali) potete rispondere alle domande di uno dei due test che trovate sempre sul sito dell’ATO, al seguente link.

Se siete residenti ai fini fiscali, vi verrà chiesto se e per quanti giorni durante l’anno fiscale in questione avete avuto l’esenzione dalla Medicare Levy, ovvero la tassa che i residenti ai fini fiscali devono pagare per avere diritto all’assistenza sanitaria chiamata Medicare. I non residenti ai fini fiscali pagano più tasse (come potete vedere dalla tabella aliquote qui sotto) ma non pagano la Medicare Levy. Come probabilmente sapete, grazie ad un accordo internazionale tra Italia e Australia, i cittadini italiani sono coperti da Medicare per sei mesi consecutivi a partire dal giorno in cui mettono piede sul territorio australiano. Se uscite e rientrate in Australia, la copertura sarà nuovamente valida per altri 6 mesi. Questo significa che, per il periodo durante il quale avete diritto a questa copertura – a prescindere dal fatto che ne abbiate usufruito o meno – dovrete pagare la tassa Medicare Levy, o meglio, vi verrà addebitata in sede di dichiarazione dei redditi. Potrete però richiedere l’esenzione dalla tassa Medicare Levy per l’arco di tempo in cui invece non eravate coperti, ovvero il periodo dell’anno finanziario successivo ai sei mesi trascorsi dal giorno in cui avete messo piede in Australia. Per poterla richiedere, è necessario compilare l’apposito modulo, chiamato Application for a Medicare Entitlement Statement. Se effettivamente siete esenti, riceverete per posta un certificato di esenzione.

Vi faccio un paio di esempi per spiegarmi meglio.

Supponiamo che siate arrivati in Australia il 1o luglio dell’anno 2017 (per semplicità ho scelto l’inizio dell’anno fiscale 2017-2018). In questo caso, sarete coperti da Medicare dal 1o luglio al 31 dicembre 2017 (sei mesi), per cui potrete richiedere l’esenzione dal 1o gennaio al 30 giugno 2018.

Se, invece, dopo i primi quattro mesi di permanenza in Australia aveste deciso di trascorrere una settimana a Bali per poi rientrare nuovamente, ad esempio l’8 novembre 2017, il calcolo dei sei mesi di validità della Medicare ripartirebbe da zero nel giorno del rientro, per cui la copertura sanitaria sarà nuovamente valida fino all’8 maggio dell’anno successivo e l’esenzione potrà essere richiesta, per quell’anno fiscale, solo per il periodo che va dal 9 maggio alla fine dell’anno fiscale (il 30 giugno 2018).

 

Questi sono gli scaglioni e le aliquote per l’anno 2017/2018, per i residenti ai fini fiscali:

Fascia di reddito            Tasse dovute
Fino a $18,200 $0 (non si pagano tasse)
Da $18,201 a $37,000 19% del reddito eccedente i $18,200
Da $37,001 a $87,000 $3,572 + 32.5% del reddito eccedente i $37,000
Da $87,001 a $180,000  $19,822 + 37% del reddito eccedente gli $80,000
 Oltre $180,001 $54,232 + 47% del reddito eccedente i $180,000

 

E questi sono gli scaglioni e le aliquote per l’anno 2018/2019, per i non residenti ai fini fiscali:

Fascia di reddito            Tasse dovute
Fino a $87,000 $32.5% del reddito
Da $87,001 a $180,000 $28,275 + 37% del reddito eccedente gli $80,000
Oltre $180,001 $62,685 + 45% del reddito eccedente i $180,000

 

Un discorso a parte meritano i ‘Working Holiday Makers’, che dal 1º gennaio 2017  vengono tassati al 15% (Working Holiday Makers Tax) per redditi fino a $37,000.  Oltre questa cifra si applica invece la normale tassazione. È necessario che datori di lavoro con dipendenti che hanno un Visto Working Holiday dichiarino di essere ’employer of working holiday makers’. Nel caso in cui non lo abbiano fatto viene applicata la tassazione – più alta – dei non residenti ai fini fiscali.

Se non vi sentite abbastanza sicuri nel compilare da soli la vostra dichiarazione dei redditi o se preferite farvi seguire da un Tax Agent che parli italiano, potete usufruire dei servizi offerti dal nostro Tax Agent di fiducia a prezzi scontatissimi. Contattateci per maggiori informazioni.

  • Backpackers on the beach

Working Holiday Visa: ancora cambiamenti

Sono numerose le novità relative al Working Holiday Visa introdotte quest’anno. Immagino che tutti ormai le conosciate a memoria, ma le riepilogo brevemente per chi si fosse perso qualcosa:

 

  • Il 1° luglio 2015, il costo del visto Working Holiday è passato da $420 a $440;
  • Dal 31 agosto 2015, il volontariato (woofing) non è più valido ai fini della richiesta del secondo Working Holiday Visa. A partire da questa data è infatti necessario presentare, insieme alla domanda per il rinnovo, tutte le buste paga relative ai lavori svolti per l’accumulo degli 88 giorni;
  • Dal 1° luglio 2016, tutti i working holiday makers (ossia i ragazzi in possesso di un visto Working Holiday) verranno considerati non residenti ai fini fiscali. Ciò significa che il loro reddito verrà tassato al 32,5% già a partire dal primo dollaro guadagnato.

 

Ebbene, i cambiamenti riguardanti il Working Holiday Visa non sono finiti ma fortunatamente le novità più recenti sono positive e riguardano la possibilità di lavorare per piú di sei mesi per lo stesso datore di lavoro.

 

Finora, o meglio, fino a luglio 2015, era possibile richiedere tale estensione, solo per brevi periodi ed esclusivamente in limitate e specifiche circostanze, ovvero nei casi in cui:

 

  • la presenza del working holiday maker si dimostrasse imprescindibile ai fini del completamento di un progetto/lavoro altamente specializzato;
  • il working holiday maker dovesse prendere parte ai lavori di risanamento e ricostruzione in seguito ad una catastrofe (ad esempio un’alluvione di grave entità);
  • il working holiday maker fosse in attesa di una decisione del Department of Immigration and Border Protection in merito ad un altro visto richiesto che gli/le consentirebbe di continuare a lavorare per lo stesso datore di lavoro senza lasciare l’Australia (ad esempio un Temporary Visa Long Stay o uno Spouse Visa).

 

Già dal 21 luglio scorso, oltre ai casi specifici sopracitati, la possibilità di continuare a lavorare per più di sei mesi per lo stesso datore di lavoro è stata estesa ai ragazzi alla pari (au pair), ovvero a quei giovani che lavorano presso una famiglia prendendosi cura dei bambini, in qualunque zona dell’Australia.

 

Inoltre, a partire dal 21 novembre di quest’anno, i working holiday maker che avranno lavorato in determinati settori e in zone specifiche potranno richiedere di lavorare fino a 12 mesi per la stessa azienda. Per zone specifiche si intendono quelle che rientrano nella definizione di Northern Australia, ovvero tutto il Northern Territory e le zone del Western Australia e del Queensland a nord del Tropico del Capricorno.

 

Lo scopo dell’iniziativa è quello di incentivare i ‘backpacker’ a viaggiare e lavorare in queste aree per soddisfare la richiesta di manodopera stagionale e favorirne la crescita economica. Ecco i settori che prevedono la possibilità di richiedere il prolungamento del rapporto di lavoro fino a 12 mesi:

 

  • Assistenza agli Anziani e ai Disabili;
  • Agricoltura;
  • Costruzioni;
  • Miniere;
  • Turismo e ristorazione.

 

Per una lista dettagliata dei codici postali identificativi delle aree incluse e per l’elenco completo delle mansioni accettate, visitate questa pagina del Department of Immigration and Border Protection. Sebbene solo alcuni dei i settori sopra elencati diano anche diritto a richiedere il secondo Working Holiday Visa, con l’introduzione delle nuove norme dovrebbero comunque aumentare le posibilità di trovare un lavoro per i backpaker. Trovate l’elenco completo degli ‘specified work’ che consentono l’accumulo degli 88 giorni per il rinnovo del secondo Working Holiday Visa alla seguente pagina (sotto il menù Visa Applicants/Specified Work).

 

Concludo segnalando due link in cui troverete altre utili informazioni sul Working Holiday Visa:

– La guida Harvest: una risorsa essenziale per chi vuole lavorare nelle farm (fattorie) che fornisce i dettagli sulla raccolta di frutta e verdura nelle varie zone e nei vari periodi dell’anno in Australia;

– La sezione Working Holiday Visa del sito Vivere in Australia: una mini guida pratica ricca di informazioni e consigli pratici per affrontare l’avventura Working Holiday con la giusta preparazione.

 

 

 

  • Young lady holding Australian passport

Molto più di una storia di immigrazione…

Oggi vi voglio parlare di Francesca, una ragazza che fino a qualche anno fa sognava di lasciare l’Italia per trovare il proprio posto nel mondo e che oggi stringe orgogliosamente tra le dita il passaporto con il canguro e l’emù.

 

Partire, lasciare casa, lasciare la mia famiglia, cambiare paese, cambiare lingua, non avere un posto dove dormire, non sapere cosa sarebbe accaduto una volta arrivati, non sapere se avremmo avuto abbastanza soldi, se ce l’avremmo fatta, quanto sarebbe stato difficile, non avere legami, non conoscere nulla.

 

Dal giorno in cui Francesca ha messo piede in terra Australiana, nel novembre del 2010, sono successe tante cose. Sono stati anni di sacrifici e piccoli traguardi quelli che hanno preceduto il raggiungimento dell’obiettivo che Francesca si era posta sin dall’inizio della sua avventura downunder.

 

Il viaggio in Australia e tutto il percorso che l’ha portata ad ottenere la cittadinanza australiana, Francesca li ha affrontati insieme a Mr Big, suo marito e compagno di avventure. Francesca e Mr Big hanno saputo giocare le loro carte al meglio e potrete imparare a conoscerli leggendo “La Storia di un’Immigrata allo Sbaraglio”, il libro in cui Francesca racconta, in maniera spontanea e coinvolgente, una storia che sono certa vi emozionerà e vi spronerà ad aprire quel cassetto in cui custodite il vostro sogno, qualunque esso sia.

 

La Storia di un’Immigrata allo Sbaraglio è infatti molto più di una storia di immigrazione. È la storia di due giovani le cui strade si sono inseguite per anni, per avvicinarsi lentamente, incrociarsi e finalmente unirsi nel nuovo cammino che Francesca e Mr Big affronteranno e percorreranno insieme, un passo alla volta.

 

È una storia piena di ironia e senza peli sulla lingua, che ripercorre la vita degli immigrati allo sbaraglio dal momento in cui si sono incontrati la prima volta fino a quello in cui quel Paese così lontano e inizialmente sconosciuto diventerà la loro nuova casa.

 

È una storia di entusiasmo e paure, di euforia e dubbi, di speranze e incertezze. Un mix di emozioni che vi terrà col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.

 

È strano come ci si sente, scatta qualcosa dentro di te, non solo la paura, perché quella è normale, ma anche questo forte desiderio di volercela fare, anche se ancora non sai niente. Perché hai preso una decisione e la vuoi portare avanti. Costi quel che costi. Il modo in cui eravamo arrivati a prenderla, tutto il male che c’era alle spalle non poteva essere stato invano. Doveva avere un senso e il senso sarebbe stato che ce l’avremmo fatta. Punto.

 

Una storia che insegna la pazienza, la determinazione e la tenacia necessarie per farcela.

 

Oltre al libro digitale “La Storia di un’Immigrata allo Sbaraglio”, Francesca ha scritto e pubblicato due manuali per chi vuole emigrare in Australia. Ha inoltre fondato il sito vivereinaustralia.com nel quale mette a disposizione di chi sogna l’Australia una miriade di informazioni utili e in cui potrete trovare molte risposte alle vostre domande. Infine nel blog immigrataallosbaraglio.com, Francesca condivide riflessioni ed episodi della propria esperienza australiana.

 

Vi lascio con un video nel quale Francesca legge la parte della sua storia che inizia con il viaggio verso l’Australia e l’arrivo a Sydney. Enjoy it!

 

 

  • Cercare lavoro in australia

Cercare lavoro in Australia: curriculum e consigli pratici

 

Se vi state accingendo alla ricerca del vostro primo lavoro in Australia, non potrete sottrarvi al compito di scrivere un curriculum vitae nel formato australiano. Il curriculum vitae australiano, o meglio, il resume, differisce dal modello di CV europeo, o comunque dal formato al quale siamo abituati in Italia, sia nella forma che nel contenuto. Ecco alcune linee guida per redigere il vostro nuovo resume, corredate da qualche consiglio pratico che potrà tornarvi utile nella ricerca del vostro primo impiego downunder.

 

Ad ogni lavoro il proprio resume

Il resume va adattato e plasmato alla posizione per la quale vi state candidando. È fondamentale capire che non potete utilizzare lo stesso curriculum per posizioni iscusiverse: non inserite nel vostro CV la cronistoria di tutte le posizioni che avete ricoperto, né l’elenco di tutte le mansioni che avete svolto o di tutte le capacità acquisite dal giorno in cui siete entrati a far parte del mondo del lavoro fino ai giorni nostri. Selezionate e descrivete minuziosamente, senza però perdervi in chiacchiere, solo ed esclusivamente le posizioni, le mansioni svolte e i titoli di studio rilevanti grazie ai quali avete acquisito competenze spendibili nel lavoro per il quale state presentando la vostra candidatura. Ad esempio, se state cercando un lavoro come cameriere e siete laureati, per quanto possiate essere orgogliosi del vostro sudato e meritato pezzo di carta, tralasciate ques’informazione, poiché non è rilevante per quel tipo di lavoro. Al vostro potenziale titolare interesserà invece sapere che siete veloci, spigliati, educati, gentili, pazienti che avete doti organizzative, comunicative, un buon senso pratico e che magari sapete fare i caffè. Pertanto, inserite solo le esperienze lavorative o le qualifiche che vi hanno permesso di sviluppare queste capacità.

 

Il vostro obiettivo primario è quello di arrivare ad ottenere un colloquio di lavoro. Solo lì potrete giocarvi le vostre carte al meglio. Quando trovate un annuncio che vi interessa, siate tempestivi. Leggetelo attentamente e scrivete il vostro resume tenendo presente che il vostro scopo è quello di dimostrare di possedere le caratteristiche richieste dall’annuncio stesso, mettendo in risalto l’esperienza, le capacità e le qualifiche che soddisfano i requisiti richiesti.

 

Ricordate che per ogni posizione si candidano decine, a volte centinaia di persone, per cui è necessario colpire positivamente i selezionatori, e non, al contrario, dar loro un motivo per escludervi dalla rosa dei candidati. Non si tratta di mentire, ma di focalizzare l’attenzione su ciò che è importante, tralasciando il resto. Immaginate di avere il profilo perfetto per una determinata posizione ma di aver dato la di disponibilità a lavorare solo in determinati giorni e orari. Inserendo quell’informazione, con buone probabilità, vi precluderete l’opportunità di incontrare il vostro potenziale datore di lavoro e di valutare insieme la possibilità di trovare un punto d’incontro tra le esigenze aziendali e i vostri impegni o le limitazioni del vostro visto.

 

resume Australia

 

L’importanza del layout

La struttura del curriculum australiano ha delle sezioni specifiche che vanno necessariamente incluse al fine di facilitarne la lettura al vostro potenziale datore di lavoro. Rispettando il layout al quale i responsabili delle risorse umane sono abituati, risparmierete loro la fatica di andare a cercare le informazioni a cui sono interessati, poiché sarete voi ad inserirle esattamente nel punto in cui penseranno di poterle trovare.

 

Gestite lo spazio che avete a disposizione tenendo sempre presente che il vostro curriculum deve essere ordinato, chiaro, schematico e non troppo lungo (possibilmente non più di due pagine). Mettete in evidenza le informazioni più importanti, posizionando le varie sezioni all’interno del curriculum e le informazioni all’interno di ogni sezione, in ordine di rilevanza. Immaginate che la persona che lo valuterà sia l’individuo più pigro del pianeta, e che difficilmente si prenderà la briga di leggere tutto il vostro curriculum ma nella migliore delle ipotesi darà una rapida occhiata per verificare se c’è quello che sta cercando.

 

Ecco le sezioni che dovrete inserire nel vostro ‘aussi resume’:

 

PERSONAL INFORMATION

Dati personali: è sufficiente indicare nome, cognome, numero di telefono ed indirizzo email. L’indirizzo di casa non è necessario,  a meno che non viviate vicino alla sede dell’azienda per la quale vi state candidando, e questo risulterebbe positivo agli occhi del datore di lavoro. Come dicevo prima, questa regola vale in generale per tutte le informazioni: inseritele nel vostro resume se pensate che possano fare breccia nel cuore dei selezionatori, omettetele se pensate che invece possano dar loro un motivo per cestinare il vostro curriculum.

 

CAREER PROFILE/OBJECTIVES

In questa breve sezione (4 o 5 righe) descrivete – professionalmente parlando – chi siete, gli obiettivi che avete raggiunto durante la vostra carriera e quelli che desiderate raggiungere.

 

EDUCATION

Qui inserirete i titoli di studio e le qualifiche che avete ottenuto e i corsi che state frequentando. Se, oltre ai titoli di studio universitari, avete una lunga lista di qualifiche professionali rilevanti, potete indicare queste ultime in una sezione a parte, chiamata FURTHER QUALIFICATIONS & TRAINING.

 

EMPLOYMENT HISTORY

In questa sezione riassumerete l’esperienza acquisita indicando solo le posizioni che hanno attinenza con il lavoro per il quale vi state candidando. Elencate e descrivete le posizioni rilevanti grazie alle quali avete acquisito le competenze spendibili per quel particolare tipo di lavoro.

Ricordatevi inoltre che è importante descrivere con precisione le mansioni svolte per ogni posizione ricoperta. Ad esempio, nel curriculum per cercare lavoro come cameriere, potreste indicare che in quel dato ristorante vi occupavate di accogliere i clienti, di prendere le ordinazioni, di preparare le bevande e i caffè, di servire i piatti ai tavoli (magari indicando quanti piatti siete in grado di portare contemporaneamente) e di pulire e riorganizzare la sala per il servizio successivo.

 

CAREER SKILLS

Questo è un elenco puntato delle abilità che avete acquisito grazie alla vostra esperienza, lavorativa e non. Fate esempi pratici che dimostrino le vostre abilità e che spieghino come le avete acquisite.

 

INTERESTS AND HOBBIES

I vostri hobby ed interessi consentiranno al vostro potenziale datore di lavoro di capire qualcosa in più sulla vostra personalità.

 

REFEREES

È consigliabile indicare almeno due referenze. Se siete appena arrivati in Australia, e dunque non avete ancora referenze in ambito lavorativo, potete domandare a qualche conoscente (magari il vostro padrone di casa o uno degli insegnanti del college che state frequentando) se è d’accordo a farvi da referente.

 

Scrivete il vostro resume usando un inglese corretto e formale, evitando le abbreviazioni (per intenderci, scrivete it is invece di it’s). Se non vi sentite particolarmente creativi, prendete spunto dai numerosi template che trovate online su siti come Careerone Careercentre, o semplicemente digitando nel motore di ricerca Google la vostra professione seguita dalle parole chiave ‘resume sample’ (ad esempio, ‘architect resume sample’ o ‘construction carpenter resume sample’). Inoltre, i siti contenenti le cosiddette ‘job descriptions’ come Monster o Totaljobs e gli stessi annunci di lavoro costituiscono un’ottima fonte per trovare la terminologia corretta da utilizzare nel vostro resume, oltre a darvi un’idea delle qualifiche, dei requisiti o delle licenze necessarie per svolgere una determinata professione.

Questi sono solo alcuni dei numerosi i siti nei quali vengono pubblicate giornalmente nuove offerte di lavoro:

 

Concludo questo post con qualche consiglio pratico che potrà tornarvi utile nella ricerca di un impiego, soprattutto nell’ambito della ristorazione, visto che è il settore al quale la maggior parte degli studenti e dei backpackers si affacciano appena arrivati in Australia:

  • Consegnate il vostro resume di persona, osate, e chiedete, ove possibile, di parlare con il manager o con il titolare (spesso il dipendente di turno potrebbe dimenticarsi di darlo al capo o, per paura di essere sostituito, non darlo di proposito);
  • Dopo un paio di settimane, tornate nei locali in cui avete lasciato il vostro resume o, se ve la sentite, contattateli telefonicamente. Cercate anche in questo caso di parlare con il manager o il titolare, e chiedete se sono interessati ad assumere una persona con il vostro profilo;
  • Fate networking, parlate con i vostri amici, compagni di classe, padroni di casa che potrebbero sapere del ristorante o negozio che assume personale;
  • Portate i vostri curriculum anche nei sobborghi, non solo in centro città dove cercano tutti. Meno concorrenza = più possibilità di essere contattati per un colloquio o per una prova.
  • Iscrivetevi ai vari gruppi Facebook di italiani nella vostra città (ad esempio, Italiani a Perth) nei quali spesso vengono postati annunci di ristoranti in cerca di personale.
  • Se vi candidate per una posizione da coffee maker e non avete mai fatto un caffè in vita vostra, iniziate a familiarizzare con le tipologie di caffè servite in Australia, che hanno nomi e modalità di preparazione diverse rispetto ai caffè italiani o chiedete ad un amico che ha la macchinetta del caffè di mostrarvi come montare il latte.
  • Se utilizzate uno dei siti che vi ho indicato, fate delle ricerche inserendo la parola chiave ‘Italian’: potrebbero venire fuori degli annunci per i quali è necessaria la conoscenza della lingua italiana, o annunci pubblicati da ristorante italiani che generalmente prediligono personale italiano.
  • Pubblicate voi stessi un annuncio gratuito sul sito Gumtree.

 

Se avete domande o altri consigli su come cercare lavoro in Australia, contattateci o lasciate un commento qui sotto.

In uno dei prossimi post parleremo di un altro aspetto importante della ricerca del lavoro: la cover letter.

 

  • Mara-Dani-Justudy

Il primo post di Justudy. Un po’ di noi…

 

Un’attività, a prescindere dalle dimensioni, è fatta delle persone che ci lavorano e il primo post di un blog dedicato a quelle persone e a quell’attività è un po’ un modo per accorciare le distanze tra chi scrive e chi sta dall’altra parte dello schermo. Chi è arrivato qui tramite il nostro sito, saprà già ‘chi c’è dietro al progetto Justudy’, ma vorrei raccontarvi brevissimamente la nostra esperienza australiana, condividendo con voi gli avvenimenti che ci hanno portato a fondare Justudy Australia, la nostra piccola creatura.

Anche noi, come molti italiani oltre i 30 anni, abbiamo iniziato il nostro percorso australiano studiando. E già, perché purtroppo quando abbiamo deciso di trasferirci in Australia non avevamo uno dei requisiti fondamentali per poter richiedere l’ormai noto Visto Working Holiday, ovvero quello di avere un’età compresa tra i 18 e i 30 anni. E ovviamente il problema non era quello di non aver ancora raggiunto la maggiore età…

Il tempo ci ha però dimostrato che quella che all’inizio ci era sembrata ‘la sfiga di non averci pensato prima’ si è tramutata nella nostra fortuna. Il giorno stesso in cui Dani ha completato il suo corso di studi – e non è uno scherzo, è successo veramente il giorno stesso – , ha ricevuto l’offerta di lavoro che successivamente ci ha consentito di richiedere la residenza permanente.

Molto prima che tutto ciò accadesse, e dopo aver fatto qualunque tipo di lavoro che ci desse sostentamento, trovai un impiego part-time nell’ufficio marketing di uno dei college internazionali di Perth. Mi reputo fortunata ad aver trovato quel tipo di lavoro quando ancora avevo uno student visa e mi rendo conto che l’esperienza maturata in Italia nello stesso settore ha giocato un ruolo determinante.

All’epoca, sebbene accettai il lavoro senza pormi troppe domande, non pensavo che lo avrei fatto per molto tempo. In cuor mio speravo di poter maturare esperienze lavorative diverse da quelle fatte in Italia, avevo sete di novità e una gran voglia di imparare.

In realtà, non c’è voluto molto tempo per capire che avere a che fare con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, arrivati in Australia per le più svariate ragioni, ma sempre e comunque con la volontà di rimettersi in gioco è un’esperienza straordinaria che ti arricchisce sotto ogni punto di vista. Ed ancor più gratificante è stata la possibilità di poter essere d’aiuto a questi ragazzi, di poter contribuire anche solo in maniera marginale alla realizzazione di un loro sogno, semplicemente mettendo a loro disposizione la mia esperienza e conoscenza.

Col passare del tempo, ho iniziato a pensare che appena ne avessi avuta l’opportunità e una volta maturate le competenze necessarie, avrei fondato insieme a Dani una piccola agenzia di servizi agli studenti: dare loro il mio supporto sarebbe diventato il mio obiettivo oltre che la nostra prima attività in proprio. Ed è così che è nata Justudy.

Sembrerà uno di quegli slogan pubblicitari, ma chi ha avuto a che fare con noi sa che non ci risparmiamo, quando qualcuno ha bisogno di una mano e che il supporto che offriamo va ben oltre l’iscrizione ad un corso o la scelta di un visto. Lo facciamo spontaneamente e con piacere, ed è anche il nostro modo di dimostrare riconoscenza alle persone che hanno teso a noi la mano lungo il tortuoso percorso che ci ha portati fin qui.

Credo di essermi persa in chiacchiere ed è giunto il momento di arrivare al dunque e dirvi di che cosa si parlerà in questo blog. Gli articoli che posteremo saranno di varia natura, alcuni avranno un carattere più informativo e tratteranno delle varie procedure burocratiche australiane, altri racconteranno la nostra esperienza downunder e le difficoltà e i successi di altri ragazzi come voi e come noi. L’obiettivo è quello di raccogliere in un unico contenitore, storie, informazioni e consigli utili a chi ha scelto o sta pensando all’Australia come destinazione di studio, vacanza o lavoro.

Un’ultima cosa. Ho letto da qualche parte che nel post inaugurale di un blog si debba anche dire con quale frequenza verranno postati gli articoli successivi. A me non piace fare promesse se non ho la certezza di poterle mantenere, e allora vi dico che posteremo qualcosa ogni volta che avremo raccolto materiale sufficiente per trattare un argomento in maniera esaustiva o semplicemente per raccontarvi una storia dalla quale potrete trarre ispirazione o nella quale magari vi potrete identificare.

Un saluto e al prossimo post,

Mara